Script on one's Skin

La scarificazione è una delle più antiche forme di espressione corporea dell’umanità.
Attraverso incisioni della pelle effettuate con lame, pietre o conchiglie, attualmente anche con lamette da barba, si producono sui volti e sul corpo delle cicatrizzazioni sporgenti di natura estetica e simbolica. La pratica, diffusa prevalentemente presso le etnie africane, in molti casi è riconducibile ad un rito di iniziazione e di passaggio dall’infanzia all’età adulta, quale prova di forza e coraggio dell’individuo; in altri può rivestire valenza puramente estetica oppure di identificazione sociale e comunitaria.
La scarificazione è solco e confine, imprime ciò che dalle radici tribali ha attinto, segnando traccia di antichi riti di iniziazione e devozione, per aderire alla terra del domani dove l’identità individuabile e riconoscibile è quella dell’estetica, dell’apparenza, del gradimento riservato alle donne maggiormente conformi ai canoni richiesti dal clan machista di appartenenza.
Nel segno della scarificazione le donne dell’etnie Larim, Boya, Toposa e Jie, confinate nella regione dell’ex Equatoria orientale del Sud Sudan e del nord est dell’Uganda, smarrito il senso di identità spirituale ed antropologica del simbolo inciso sulla propria pelle ne conservano l’orgoglio estetico: la loro pelle è limbo tra retaggi atavici e percezione di sé.

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